TINTA - Una storia autobiografica
Venerdì 6 marzo, alle ore 21:00 all’Auditorium L’Angolo dell’Arte va in scena uno spettacolo che racconta una storia di emigrazione ed emancipazione femminile, che trasforma una memoria privata in racconto collettivo.
Tinta. Una storia autobiografica è uno spettacolo teatrale scritto e interpretato da Eleonora Cicconi con la drammaturgia e la regia di Verdiana Vono, vincitore del Premio Scenario adolescenza 2024.
L’appuntamento è inserito nella programmazione di SCONFINAMENTI Rassegna Teatrale 2026, organizzata dal Comune di Cislago, con la direzione artistica de Gli Eccentrici Dadarò.
Lo spettacolo nasce da un episodio autobiografico: quando Eleonora compie sedici anni, la nonna la porta con sé a Toronto per mostrarle la casa dove aveva vissuto e presentarle una parte di famiglia mai incontrata. La stessa nonna, alla sua stessa età, aveva attraversato l’oceano in nave dalla Sicilia per raggiungere un uomo sposato per procura e mai visto prima. Sedici anni dopo, quel viaggio diventa il punto di partenza per un racconto che intreccia generazioni e restituisce voce a segreti, desideri e sogni infranti. Attraverso un linguaggio poetico e diretto, Tinta trasforma una vicenda privata in un racconto collettivo che affronta temi universali come l’emigrazione, l’emancipazione femminile, il coraggio di scegliere e la rivalsa personale.
Ingresso senza prenotazione, con biglietto: 3€ - posti non assegnati, fino a esaurimento.
Per informazioni: Ufficio Cultura 0296671069 - info@glieccentricidadaro.com
Vi aspettiamo a teatro, dove ogni storia diventa vita e ogni emozione trova la sua voce.
"Un racconto intimo, profondo, che per un lungo tempo non trova le parole per essere espresso perché manca il fiato. Una storia privata che viene liberata grazie alla sua conoscenza. La storia di una ragazza di sedici anni, del suo viaggio dal Sud al Nord e poi di nuovo al Sud. Un’altalena di vicende, di soprusi, di affermazioni che rimane nel più profondo dell’animo fino al giorno in cui la nonna non decide che è giunto il momento di rispettarsi e farsi rispettare accettando di registrare il suo vissuto. Un atto forte, che sfida il pudore e sceglie il teatro come custode della memoria, un atto spontaneo che, dalla più profonda intimità, sfocia nello spazio pubblico. In scena pochi elementi: una cima da ormeggio che è anche un gomitolo, un filo di Arianna che può portare lontano nella memoria, ma anche farci tornare alle nostre origini di popolo di emigranti. Una favola nera, disincantata, reale, portata in scena dalla nipote Eleonora. (Premio Scenario adolescenza 2024 - Motivazione della Giuria)"
Scarica il programma completo della Rassegna, allegato in calce alla pagina.